Storia

Breve storia del comitato catanese della “Dante Alighieri”

Catania può vantare uno dei più antichi comitati della “Dante Alighieri”, l’associazione nazionale nata nel 1889 per iniziativa di studiosi e letterati come Giacomo Venezian e Giosué Carducci. Lo statuto dell’associazione prevede la «divulgazione della lingua e della cultura italiana nel mondo» ed effettivamente la “Dante” agisce anche all’estero come ambasciata culturale della nostra nazione, organizzando ovunque conferenze, iniziative culturali e corsi di lingue.

Se si tiene conto che a Catania esistevano già nella metà dell’Ottocento alcune società dedite alla lettura delle terzine dantesche e si ricorda lo slancio risorgimentale della città, ben si comprende la presenza precoce del comitato locale della “Dante” che venne fondato nel 1895 e di cui sono stati presidenti, tra gli altri, Federico De Roberto, Francesco Guglielmino, Carmelina Naselli, Carmelo Musumarra, Paolo Mario Sipala e Giuseppe Savoca. La storia del gruppo catanese si caratterizza per lo stretto rapporto con l’Ateneo cittadino, tenendo assieme vocazione divulgativa e conferenze di alto valore culturale, attenzione al sociale e corsi di lingue per stranieri. Tra gli eventi storici si ricorda, nel 1902, la raccolta di fondi, presso il Teatro Bellini, a favore degli italiani emigrati all’estero; nel 1904, nello stesso teatro, un ciclo di “letture d’autore” inaugurato da Luigi Capuana; nel 1912 il ventitreesimo congresso internazionale della società durante il quale Catania accolse rappresentanti delle sedi sparse in tutto il mondo; nel 1923 una celebrazione verghiana al Teatro Bellini nel primo anniversario della scomparsa del grande scrittore. Dopo la seconda guerra mondiale particolare attenzione venne rivolta ai corsi d’istruzione popolare ed all’organizzazione di biblioteche per i lavoratori. Per decenni furono realizzate Lecturae Dantis affidate a docenti di chiara fama. Durante la presidenza del compianto professore Sipala la “Dante” ha organizzato corsi dedicati a problemi linguistici, a studi di archeologia e storia dell’arte, a questioni giuridiche e scientifiche, alla letteratura naturalista e verista. In anni più recenti, durante la presidenza del professore Savoca, l’associazione si è impegnata nella celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia organizzando cicli di conferenze dedicati alla letteratura e alla cultura siciliana, intese come specola privilegiata per comprendere le travagliate vicende della storia nazionale. Tra le novità importanti da ascrivere a questa presidenza vanno certamente segnalate anche la stagione musicale, diretta da Annalisa Caruso, con concerti ospitati nelle chiese storiche cittadine, e l’attivazione della scuola d’italiano per stranieri grazie all’operoso impegno del gruppo giovani del comitato catanese.

Chi scrive guida dai primi anni di studio universitario le passeggiate culturali volte alla scoperta della città storica, artistica e letteraria. Prima tra le associazioni catanesi la “Dante”, fedele ai suoi intenti divulgativi, ha proposto itinerari cittadini volti alla scoperta della monumentalità classica, delle testimonianze medievali e rinascimentali, del periplo delle mura cinquecentesche, dell’architettura settecentesca, del liberty. Non sono mancati itinerari “monografici” dedicati alla Catania rappresentata dai viaggiatori del Grand Tour e da De Roberto, ai luoghi belliniani, agli ipogei romani del viale Regina Margherita, alle sculture dei Gaggini, alle presenze pittoriche nelle chiese cittadine dai primi caravaggeschi a Guglielmo Borremans, alle opere scultoree diCarmelo Mendola, alle architetture di Carmelo Aloisi, alla statuaria otto-novecentesca, al pittore di carretti Domenico Di Mauro ed ai pupi siciliani dei fratelli Napoli. Oltre alla “bellezza” la “Dante” ha voluto mettere in evidenza le “bruttezze” di una città spesso immemore del suo patrimonio artistico e culturale, denunziando il degrado di alcuni monumenti, le condizioni in cui versava l’ex convento di San Placido quando ancora ospitava i mezzi della Nettezza Urbana e la falegnameria comunale, certe inusitate “ristrutturazioni” che hanno alterato materiali lapidei e intonaco di antichi palazzi, la scarsa valorizzazione di mura e bastioni cittadini, il degrado dell’unica testimonianza gotico-catalana presente a Catania, l’archetto della chiesa di San Giovanni de’ Freri. Questa idea di cittadinanza attiva si pone in continuità con l’azione di alcuni presidenti, da De Roberto che negli ultimi anni di vita si occupò fattivamente della valorizzazione del patrimonio artistico cittadino a Carmelina Naselli, che durante il secondo conflitto mondiale penetrò nei locali occupati della Società di Storia Patria per mettere in salvovolumi e manoscritti e si lanciò tra le rovine fumanti del Municipio, dopo l’incendio del 1944, tentando di salvare l’archivio comunale. Nel dicembre 2013 il comitato catanese della “Dante” ha inaugurato il nuovo anno di passeggiate culturali partendo dalle Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero, vero deposito della memoria cittadina. Centinaia di soci e cittadini hanno risposto ad un appello pubblico ed hanno pagato il biglietto che permette di visitare una delle più belle biblioteche d’Europa, dando così un aiuto immediato e concreto alla storica istituzione che da tempo era sofferente: per l’occasione è stata esposta una scelta di testi di storia naturale rari e preziosi, da Linneo a Pirajno di Mandralisca, e i soci sono stati guidati nei prestigiosi locali settecenteschi dovuti, in parte, all’architetto Vaccarini.

Anche quest’anno il comitato catanese della “Dante” propone ai soci un programma ricco ed articolato, in continuità con i suoi intenti divulgativi e l’interesse rivolto al territorio, che mi auguro sia di vostro gradimento.

Dario Stazzone

(Presidente f. f. comitato di Catania SDA)