Anno sociale “Dante Alighieri” 2014: dalla Sicilia di Sciascia a quella di oggi (da ClipFilmEuropa)

inaugurazione2Si è tenuta ieri pomeriggio, 15 gennaio, presso l’aula magna del Rettorato dell’Università degli studi di Catania, l’inaugurazione dell’anno sociale 2014 della Società Dante Alighieri, comitato di Catania. Alla serata hanno partecipato il presidente del comitato di Catania della Dante Alighieri Giuseppe Savoca, i docenti Antonio Di Grado e Fernando Gioviale, l’attore e regista teatrale Ezio Donato e il presidente del Dipartimento di Scienze Umanistiche Giancarlo Magnano San Lio. Ha aperto i lavori il presidente Savoca, presentando le numerose iniziative culturali organizzate dalla Società per il 2014, tra cui: concerti, spettacoli e visite culturali ai più suggestivi palazzi e monumenti della città. Savoca ha anche tenuto a illustrare la preziosa e proficua attività svolta dalla scuola di italiano per stranieri. Una scuola che si prefigge di diffondere e promuovere la conoscenza della nostra lingua e che è ente certificatore Plida, il certificato che attesta la competenza dell’italiano come lingua straniera. Ma il fulcro attorno a cui si è incentrato il dibattito è stato l’opera dello scrittore Leonardo Sciascia, al quale l’intera serata era dedicata. Sottolineando la “sicilianità” di cui lo scrittore di Racalmuto si fece portavoce, Savoca ha delineato le drammatiche condizioni in cui versa attualmente la nostra isola. Il “25% dei nostri studenti studia fuori dalla Sicilia, 60mila siciliani hanno cancellato la propria residenza e andando avanti così, nel 2050 la Sicilia avrà perso un terzo dei suoi abitanti”, spiega Savoca. Ma, al contrario di quello che fece Giovanni Verga il quale, se pure per un periodo della sua vita, lasciò Catania per andare a vivere a Firenze e poi a Milano, Sciascia non lasciò mai l’isola natale e, anzi, ne fece il fulcro della sua poetica. In essa è lucidamente e drammaticamente rappresentata la “sicilianità”, un forte sentimento primordiale. Nel corso della serata i docenti Di Grado e Gioviale hanno presentato degli aggiornamenti critici all’opera di Sciascia. La manifestazione si è conclusa con un’appassionante e coinvolgente lettura ad opera di Ezio Donato di “Colapesce”. La leggenda, riscritta da Sciascia, è uno dei miti fondanti della nostra isola, che in eterno tramanderà il forte sentimento della “sicilianità”.